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Perfezionismo Clinico

Perfezionismo Clinico

Il perfezionismo può essere definito come: l’eccessiva dipendenza della valutazione di sé dall’inseguimento determinato di standard personali esigenti ed auto-imposti in almeno un dominio altamente saliente, nonostante le conseguenze avverse. Il perfezionismo sembra svolgere un ruolo importante nello sviluppo e nel mantenimento di alcuni disturbi psicologici.

È stato identificato come fattore di rischio specifico per l’anoressia nervosa e la bulimia nervosa, può ostacolare il trattamento della depressione ed è un elemento centrale del disturbo ossessivo compulsivo di personalità. Il perfezionismo va distinto dalla “salutare ricerca di eccellere”; quest’ultima è funzionale e positiva e non è implicata nello sviluppo e nel mantenimento dei disturbi psicologici. Per non generare confusione nei prossimi paragrafi, quando si farà riferimento al perfezionismo ci si riferirà solo alla forma psicopatologica ed unidimensionale di tale costrutto

Le persone perfezioniste hanno uno schema di valutazione di sé disfunzionale perché sono eccessivamente dipendenti dall’inseguimento di standard personali esigenti in un dominio particolare (ad esempio il controllo del peso, delle forme corporee e del cibo, lo studio, lo sport); ciò li rende particolarmente vulnerabili a sviluppare una valutazione negativa di sé quando tali standard non sono raggiunti. Le conseguenze negative sono tollerate dall’individuo perfezionista perché gli effetti avversi sono considerati l’evidenza oggettiva degli sforzi effettuati per raggiungere standard esigenti (ad esempio gli effetti negativi del digiuno possono essere considerati da una persona affetta da anoressia nervosa la prova di essere riusciti ad avere un perfetto controllo nei confronti dell’alimentazione e del peso, o la stanchezza dopo molte ore di studio la prova dell'impegno). Le conseguenze avverse del perfezionismo sono emotive (depressione, ansia da prestazione), sociali (isolamento sociale e restringimento degli interessi), cognitive (ridotta concentrazione e pervasivo senso di fallimento), comportamentali (rifare più volte lo stesso compito o impiegare un tempo eccessivo per fare un lavoro) e fisiche (affaticamento o sintomi da digiuno nel caso dell’anoressia nervosa). Gli standard del perfezionista sono auto-imposti e non sono richiesti necessariamente dagli altri. È l’adozione degli standard come propri che caratterizza il costrutto fondamentale del perfezionismo. Non sempre gli standard inseguiti da una persona perfezionista sono elevati; essi, invece, devono essere personalmente esigenti.

Per la persona perfezionista non è importante solo raggiungere un determinato obiettivo, ma anche l’impegno posto per perseguire tale meta. Le persone perfezioniste hanno standard esigenti nei domini della vita che hanno un significato personale, ma non in quelli che ne sono privi. Ad esempio, una persona affetta da anoressia nervosa si pone standard esigenti sulla dieta e sulla scuola, c'è chi si pone standard molto elevati nel lavoro, studio, ma non in altri domini della sua vita che non considera importanti (come ad esempio il giardinaggio o il giocare a tennis, ). Alcune ricerche hanno evidenziato che la risposta al trattamento è più scarsa se il dominio in cui il perfezionismo è espresso si sovrappone a quello affetto dal disturbo di asse 1 e asse 2. Ad esempio, se il paziente è perfezionista nel dominio delle relazioni sociali e il suo disturbo è la fobia sociale, la presenza del perfezionismo agisce come meccanismo aggiuntivo di mantenimento impedendo un trattamento di successo.

Origine del perfezionismo : genetica ed ambiente  Numerosi studi hanno evidenziato che le persone affette da disturbi dell’alimentazione hanno più elevati livelli di perfezionismo rispetto ai controlli sani. Non è ancora purtroppo chiaro quale sia l’origine del perfezionismo, gli studi fino ad ora compiuti sembrano indicare che possa derivare dalla combinazione di fattori ereditati ed acquisiti.

Genetica e perfezionismo: Secondo alcuni studiosi, il fatto che i soggetti con anoressia nervosa registrino, nella valutazione a lungo termine del perfezionismo, punteggi elevati anche dopo il recupero del peso corporeo, fa ipotizzare la presenza di una certa ereditabilità di questo tratto temperamentale. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che il marker biologico del perfezionismo sia un aumento dei livelli di serotonina cerebrali. L’alterazione serotoninergica determinerebbe alcune caratteristiche comuni all’anoressia nervosa e alla bulimia nervosa quali perfezionismo, ossessività, evitamento del danno, disforia. La dieta, diminuendo i livelli di serotonina nel liquido cefalorachidiano, può essere considerata un mezzo per regolarizzare i livelli di serotonina e le emozioni negative conseguenti.

Ambiente e perfezionismo: Numerose concettualizzazioni del perfezionismo hanno dato rilievo ad aspetti sociali e acquisiti del perfezionismo; qui di seguito sono riportati i più frequenti Rinforzi sociali Porsi alti standard è spesso rinforzato dalla società. Fare bene a scuola significa avere voti alti ma soprattutto ottenere la stima di insegnanti, genitori e l’ammissione alle migliori scuole. Non è raro che di fronte a questi rinforzi il potenziale perfezionista possa sviluppare la convinzione che l’unico modo per essere approvati dagli altri sia quello di raggiungere degli standard eccellenti. In alcuni casi l’eccessiva preoccupazione di compiere degli errori e la paura del giudizio negativo degli altri può essere rinforzata anche all’interno della famiglia. Ritiro dell’affetto

Avere genitori che danno molto peso ai risultati e che fanno dipendere l’offerta del loro amore da quanto viene raggiunto può essere un fattore di rischio per sviluppare la convinzione che il comportamento non è mai sufficientemente corretto per guadagnare la loro approvazione. Genitori perfezionisti spesso utilizzano il ritiro dell’affetto e la disapprovazione come punizione e i loro figli tendono a rispondere agli errori con ansia e paura come se qualcosa dovesse essere evitato. In questo caso la motivazione a fare bene le cose non è ricevere i complimenti dei genitori ma la paura di non essere più amati.

Punizioni e critiche:  Essere stati puniti o eccessivamente criticati per alcuni comportamenti (lasciare in disordine il bagno, non rifare il letto in modo adeguato, essere continuamente corretti per un errore di pronuncia) possono creare l’idea che sia sempre necessario fare le cose perfettamente. Aver avuto esperienza con un insegnante molto critico di fronte ai minimi errori o stare con una persona che non dimostra in nessuna occasione soddisfazione per i tuoi comportamenti (abbigliamento, pettinatura, cucina etc.) può portare a sviluppare la convinzione che sia molto importante soddisfare certi standard per piacere agli altri. Altre forme di punizioni includono l’aver ricevuto dei voti bassi ad un esame, l’essere stati derisi, l’essere stati licenziati o il non essere stati assunti per un nuovo lavoro. Se gli individui sono puniti eccessivamente anche per piccoli errori possono sviluppare la rigida convinzione che sia assolutamente importante non commettere errori.

Osservazione dei comportamenti altrui:  L’apprendimento di comportamenti perfezionisti può anche avvenire attraverso l’osservazione di comportamenti altrui. Comportamenti come fumare, bere, assumere droghe sono spesso appresi mediante l’osservazione di comportamenti di propri pari. Non è un caso che spesso le persone che si descrivono eccessivamente perfezioniste riportino di essere cresciute in ambienti con persone perfezioniste.

Mezzi di comunicazione: Negli ultimi anni si è sviluppata nella nostra società una forma peculiare di perfezionismi e cioè quella del corpo. In questo sviluppo hanno giocato un ruolo “tossico” i mezzi di comunicazione. Questi continuano a bombardare attraverso la pubblicità, i film e le riviste immagini di persone con corpi “quasi perfetti”. Il modello estetico è, oggi, estremamente magro e povero di grasso; basti pensare che modelle e attrici hanno il 10-15% di grasso corporeo mentre una donna sana ne ha almeno il 22-26%; la percentuale di grasso corporeo richiesta per raggiungere l’ideale estetico è perciò la metà del livello normale! Le persone ricercano l’ideale non solo per ottenere dei benefici per la loro salute, ma soprattutto per ciò che l’ideale incarna nella nostra cultura: un corpo magro, infatti, simbolizza il controllo e la perfezione. In una cultura che valorizza l’autocontrollo, il lavoro duro e il rinvio della gratificazione, avere un corpo desiderabile segnala al mondo esterno la presenza di controllo: controllo su impulsi a mangiare e all’inattività ovvero “perfezione”.

Ci sono due assunzioni diffuse relative al corpo ed alla forma: il corpo è estremamente malleabile e, di conseguenza, con la giusta combinazione di dieta ed esercizio, ogni persona può raggiungere l’ideale. Fallire di raggiungere l’ideale di magrezza proposto porta come conseguenza inevitabile all’insoddisfazione corporea. In realtà ricerche rigorose hanno dimostrato che i fattori genetici influenzano la regolazione del peso e delle forme corporee e che questi non possono essere modificati a nostro piacimento. chi raggiunge un corpo ideale avrà grandi ricompense. Anche questa assunzione è errata; le ricerche hanno evidenziato che essere fisicamente attraenti porta vantaggi in alcune aree e svantaggi in altre.

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Dott.ssa Sonia Guardini
Psicologa Psicoterapeuta
Verona

Dott.ssa Sonia Guardini

Psicologa Psicoterapeuta

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